Per spiegare meglio cos’è l’affido familiare abbiamo voluto dar voce a chi da qualche tempo si prende cura di un bambino tramite un progetto di affido.

Abbiamo intervistato alcune famiglie che fanno parte dei percorsi del nostro  Progetto Cicogna, una struttura che nasce per dare una risposta ai bisogni di accoglienza di bambini molto piccoli (0-6 anni), spesso anche neonati. Affidata ad Open Group dal Centro per le Famiglie di ASP Città di Bologna, la Cicogna accoglie i bambini per una parte del giorno, come un asilo, mentre la sera e il resto della giornata il piccolo sta con la famiglia affidataria. Un’équipe specializzata la segue per tutto il percorso di affido.

Abbiamo incontrato le famiglie proprio alla Cicogna, mentre i bambini giocavano con le educatrici della struttura. “Una mattina mentre passeggiavo in centro con mia moglie e i miei figli si è avvicinata una persona per chiederci un aiuto per i bambini poveri. Mio figlio, che allora aveva solo 10 anni,  ha risposto con orgoglio: noi già aiutiamo un bambino e sta in casa con noi. Questo mi ha fatto capire che l’affido fa bene a tutti, a chi lo fa e a chi lo riceve”.
Con queste parole uno dei genitori ci ha descritto cosa significa per lui e la sua famiglia l’accoglienza.

Il ruolo della famiglia affidataria è fondamentale per garantire al bambino lo sviluppo di relazioni affettive e per la sua crescita personale, ma allo stesso tempo, la presenza del piccolo diventa per tutti  un momento di riflessione: “durante questo periodo di accoglienza si muovono dentro ognuno di noi molte sensazioni e emozioni. E’ un percorso articolato e complesso, non è possibile prevedere tutto prima. Io ragiono sempre in termini di bilancio, ovvero ciò che dai e ciò che ricevi: l’affido è molto faticoso da affrontare e richiede un grande sacrificio, ma il ritorno per tutti è di gran lunga superiore oltre che enormemente positivo”, continua il genitore affidatario.

Questa l’intervista completa

 L’affido familiare può durare da qualche mese fino a un massimo di due anni, e durante questo periodo i Servizi  Sociali competenti ed il Tribunale per i Minorenni valutano se i bambini potranno tornare nella propria famiglia d’origine oppure dovranno andare in adozione. “Anche noi adulti dobbiamo essere consapevoli della decisione che abbiamo preso, guardarci dentro e capire cosa vogliamo da questa esperienza, per evitare delusioni e errori durante l’affido.”

Le famiglie hanno raccontato, inoltre, che uno dei punti di forza di questo progetto è la possibilità di condividere le proprie esperienze con le altre famiglie che hanno intrapreso lo stesso percorso, durante alcuni incontri organizzati  una volta la mese, dall’équipe della Cicogna, ai quali sono presenti anche due psicologhe. “Questi incontri ci permettono di razionalizzare al meglio quello che accade e capire e vivere la nostra esperienza, e in parallelo quella di tutte le altre famiglie che accolgono a casa un bambino”.

I percorsi di accoglienza e affido sono rivolti a tutti, non ci sono vincolo a priori per partecipare: coppie con o senza figli, anche non sposate e persone singole. Senza limiti di età e nazionalità.

Per maggiori informazioni contattare  Anna Braca 320.1710230 oppure compilare il form online