L’affiancamento familiare con le famiglie di Zola

Quali sono le possibili declinazioni dei percorsi di accoglienza e affido familiare? Cosa vuol dire partecipare a questa esperienza? Sono queste alcune delle domane che abbiamo fatto a V., una mamma che ha deciso di dedicare un po’ del suo tempo e quello della sua famiglia ai percorsi di affiancamento familiare
V. da tre anni fa parte della rete delle famiglie di appoggio di Zola, un gruppo che sostiene e aiuta altri nuclei in difficoltà accogliendo a casa il bambino o il ragazzo per periodi di tempo limitati e in base ai bisogni di ciascuno (uno o due giorni alla settimana, un weekend, un periodo di  vacanza). Il gruppo delle famiglie di Zola è nato dalla collaborazione con l’Associazione Emiliani e il Comune di Zola Pedrosache partecipa attivamente ai percorsi di accoglienza.

“Il bimbo che noi ospitiamo ha sei anni e trascorre con la mia famiglia qualche ora durante il fine settimana. Prima ci sono da fare i compiti e spesso sono le mie figlie ad aiutarlo, poi si passa ai giochi. E’ capitato qualche volte che siamo usciti anche per una piccola escursione o siamo andati al mare”, ha spiegato V. e continua “all’inizio del percorso abbiamo fatto anche molti incontri con la sua famiglia di origine, per farci conoscere e per creare con loro un legame di fiducia”.

Le famiglie di appoggio affiancano un bambino e la sua famiglia nella gestione pratica di alcuni momenti della giornata, come ad esempio accompagnare il bimbo a scuola o ad attività sportive, aiutarlo nello svolgimento dei compiti o portarlo in gita fuori città.
L’impegno quindi può essere flessibile, da misurare in base alle esigenze di tutti: al bambino si può dedicare un’intera giornata o anche solo qualche ora del proprio tempo.

La famiglia che V. affianca è una famiglia di origine straniera che vive in Italia da poco e ancora non conosce bene l’italiano. All’inizio è stato difficile riuscire a farsi capire e creare un rapporto di fiducia:“Ora quando andiamo a prendere il bimbo a casa li troviamo tutti sulla porta che ci aspettano e quando è nata la sorellina più piccola siamo andati tutti insieme in ospedale. Durante l’appoggio familiare si creano dei legami forti che durano poi nel tempo”.

Uno degli aspetti importanti di questo percorso che V. racconta durante l’intervista è il coinvolgimento di tutta la famiglia: “fondamentale che tutti siano consapevoli del percorso che si vuole intraprendere, perché l’accoglienza non la fa uno solo, ma tutti insieme. È una scelta che va condivisa. Per me è stata una grande soddisfazione vedere le mie figlie felici di aiutare e giocare con il piccolo che accogliamo”.