L’affido è felicità complessa. Le parole di una mamma

Continuiamo a raccontare le esperienze di affido familiare del nostro Progetto Cicogna.

Avevo già fatto del volontariato con alcuni ragazzi adolescenti  per il comune. Dopo questa prima esperienza ho deciso di sperimentarmi con bambini più piccoli. Ho cercato online e sono capitata sul sito della Cicogna“.

Anche questa volta è una mamma a spiegare qual è stato il suo percorso nel mondo dell’accoglienza e dell’affido familiare.
Dopo un primo contatto telefonico io e il mio compagno abbiamo fatto un ciclo di incontri formativi (uno al mese per nove mesi), che ci hanno aiutati a capire come affrontare l’affido e dopo abbiamo accolto a casa il primo bambino di due anni. Questa è stata un’esperienza lunga perchè il piccolo è rimasto con noi per circa 15 mesi“, spiega la mamma affidataria, “è stato molto stancante, ma alla fine il bilancio conclusivo è positivo e la stanchezza è totalmente ripagata”.

Questa l’intervista completa

L’arrivo del bambino a casa ha avuto un forte impatto su tutta la sua famiglia,  poichè sono cambiati ritmi e abitudini di tutti e all’inizio è stato difficile riuscire ad abituarsi alla nuova situazione che, come tutte le novità, richiede tempo per rodarsi. Fondamentale in questa fase è stato il coinvolgimento del figlio naturale della coppia, che ha dovuto condividere con il nuvo “fratellino” camera, giochi e attenzioni dei genitori: “abbiamo parlato con nostro figlio della possibilità di accogliere a casa un altro bambino, condividendo con lui questa scelta. Era preparato all’arrivo del nuovo piccolino. L’affido è una scelta che va fatta insieme. E’ importante coinvolgere anche i nostri figli naturali quando si decide di intraprendere un percorso del genere, perchè loro devono condividere con il nuovo arrivato tutto. E se non sono disposti a farlo è possibile che l’affido non vada a buon fine o che non dia i risultati sperati”.

Per concludere l’intervista abbiamo chiesto alla mamma affidataria di scegliere due parole per descrivere cos’è stato per lei il percorso di affido familiare e la scelta è ricaduta su felicità complessa, perchè nonostante la fatica e le notti insonni “quello che ti resta dentro è la positività dell’esperienza e una volta conclusa la stanchezza quasi non la ricordi più”.

 

 

 

 

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