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	<title>Affido.org</title>
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	<description>Diamo asilo a minori allontanati dalla famiglia di origine e gestiamo l&#039;affidamento o l&#039;adozione in accordo con i servizi sociali</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 May 2011 08:39:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A.A.A. Famiglia cercasi per bimbo solo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 08:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Montanari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento promosso dall'Associazione Emiliani all'interno del progetto di rete del Quartiere Saragozza "La rete e il cambiamento". 

Questo evento prevede un momento di sensibilizzazione sull'Accoglienza Familiare rivolto alla cittadinanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/uploads/2011/05/locandina_31-5-2011.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-171" src="http://www.affido.org/wp-content/uploads/2011/05/locandina_31-5-2011-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
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		<title>IMPROmozione del volontariato e dell&#8217;accoglienza familiare a Bologna</title>
		<link>http://www.affido.org/impromozione-del-volontariato-e-dellaccoglienza-familiare-a-bologna</link>
		<comments>http://www.affido.org/impromozione-del-volontariato-e-dellaccoglienza-familiare-a-bologna#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 08:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Montanari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro per le Famiglie di Bologna vi invita a due spettacoli d&#8217;improvvisazione teatrale sui temi dell&#8217;aiuto e della solidarietà tra famiglie.   Data: Venerdì 6 Maggio, ore 21:00 Luogo: via Gorki 16, Bologna  Mappa Il Centro per le Famiglie di Bologna mette in scena “IMPROmozione del volontariato e dell’accoglienza familiare a Bologna”, uno spettacolo di improvvisazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/uploads/2011/05/INVITO-Spettacolo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-163" src="http://www.affido.org/wp-content/uploads/2011/05/INVITO-Spettacolo-300x300.jpg" alt="" width="370" height="343" /></a></p>
<p>Il <strong>Centro per le Famiglie di Bologna</strong> vi invita a<strong> </strong>due<strong> </strong><strong>spettacoli d&#8217;improvvisazione teatrale</strong> sui temi dell&#8217;aiuto e della solidarietà tra famiglie.  </p>
<p><label>Data: </label>Venerdì 6 Maggio, ore 21:00 <label>Luogo: </label>via Gorki 16, Bologna <a title="Visualizza la mappa del luogo" href="http://www.bandieragialla.it/?q=map/node/13136"> Mappa</a></p>
<p>Il <strong>Centro per le Famiglie </strong>di Bologna mette in scena “<strong>IMPROmozione del volontariato e dell’accoglienza familiare a Bologna</strong>”, uno spettacolo di improvvisazione teatrale.</p>
<p>Lo spettacolo si terrà <strong>venerdì 6 maggio alle 21</strong> e <strong>sabato 21 maggio alle 16,30</strong> presso la sala Centofiori in via Gorki, 16 a Bologna.</p>
<p><strong>L’ingresso è gratuito</strong>.</p>
<p>Inoltre, <strong>sabato 28 maggio</strong> e <strong>sabato 11 giugno dalle 10 alle 13</strong> il <strong>Centro</strong> effettuerà due <strong>aperture straordinarie per le famiglie</strong>, con merenda e spazio bimbi.</p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong><br />
Centro per le Famiglie<br />
ASP IRIDeS – Comune di Bologna<br />
via Orfeo, 40/2 Bologna<br />
tel. 051/656.33.11<br />
fax 051/656.33.00<br />
<a href="mailto:centrofamiglie@comune.bologna.it">centrofamiglie@comune.bologna.it</a><br />
<a href="http://www.aspirides.it/">www.aspirides.it</a><br />
orari sportello informativo: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13</p>
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		</item>
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		<title>Convegno &#8220;Una Vita da Rete&#8221;</title>
		<link>http://www.affido.org/convegno-una-vita-da-rete</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 21:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarica il depliant e la scheda iscrizione per il Convegno &#8220;Una Vita da Rete&#8221; le famiglie accoglienti scrivono insieme il futuro delle politiche familiari (Padova,5 Dicembre 2010) Scheda Iscrizione Depliant]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Scarica il depliant e la scheda iscrizione per il <strong>Convegno &#8220;Una Vita da Rete&#8221; le famiglie accoglienti scrivono insieme il futuro delle politiche familiari</strong> (Padova,5 Dicembre 2010)</p>
<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/themes/affido/download/Scheda-iscrizione-RETI.doc" target="_blank">Scheda Iscrizione</a> <a href="http://www.affido.org/download/una-vita-da-rete-newsletter.pdf" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/themes/affido/download/una-vita-da-rete-newsletter.pdf" target="_blank">Depliant</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Convegno Nazionale sull&#8217;Affido</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 21:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e News]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarica i due report sul Convegno Nazionale sull&#8217;Affido (Torino,21-22 Febbraio 2008) Report Convegno Intervento Prof. Fadiga]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scarica i due report sul <strong>Convegno Nazionale sull&#8217;Affido</strong> (Torino,21-22 Febbraio 2008)</p>
<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/themes/affido/download/report-convegno-affido.pdf" target="_blank">Report Convegno</a></p>
<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/themes/affido/download/affidamento-famigliare-tra-norma-e-prassi.pdf" target="_blank">Intervento Prof. Fadiga</a></p>
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		<title>Incontri formativi</title>
		<link>http://www.affido.org/incontri-formativi</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 21:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ci vuole tutta una città per far crescere un bambino” Percorso di formazione per coppie e famiglie disponibili all’accoglienza di minori di età compresa tra 6 e 13 anni Nel 2001 è nata l’Associazione di volontariato Emiliani, all’interno della quale un gruppo di famiglie è impegnato in diversi tipi di accoglienza : affidi, affidi part-time [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;"><strong>“Ci vuole tutta una città per far crescere un bambino”</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Percorso di formazione per coppie e famiglie disponibili all’accoglienza di minori di età compresa tra 6 e 13 anni</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Nel 2001 è nata l’Associazione di volontariato Emiliani, all’interno della quale <strong>un gruppo di famiglie</strong> è impegnato in diversi tipi di accoglienza : affidi, affidi part-time e aiuto a mamme in difficoltà. La disponibilità di queste famiglie volontarie ha permesso ai bambini e ai ragazzi inseriti nei vari progetti di vivere l’esperienza insostituibile della vicinanza di una famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Il progetto <strong>“Ci vuole tutta una città per far crescere un bambino”</strong> è realizzato dall’Associazione Emiliani in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato del Comune di Bologna con <strong>l’obiettivo di creare una rete di famiglie affidatarie</strong> disponibili ad accogliere bambini dai 6 ai 13 anni.<span id="more-123"></span>Attraverso l’affidamento, il bambino incontra una famiglia che, accogliendolo nella propria casa e nella propria vita, si impegna a dare un’adeguata risposta ai suoi bisogni affettivi, educativi, di mantenimento e di istruzione nel rispetto della sua storia individuale e familiare. <strong>L’idea di una rete di famiglie</strong> nasce dalla consapevolezza che, spesso, il senso di solitudine accomuna le famiglie affidatarie, mentre la scelta di accogliere può essere fatta anche insieme a un gruppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;"><strong>Scopo</strong> principale <strong>del corso è fornire</strong> alle famiglie interessate all’accoglienza <strong>informazioni e strumenti </strong>utili e necessari a fare questa scelta, potendo, allo stesso tempo, <strong>confrontarsi</strong> con esperti del settore e famiglie affidatarie con esperienza a cui sottoporre i propri dubbi e le proprie curiosità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Al termine del presente corso di formazione un’equipe professionale sarà il punto di riferimento delle famiglie che daranno la loro disponibilità all’accoglienza e farà da tramite nel rapporto con i servizi sociali. Con queste famiglie <strong>la collaborazione dell’equipe permarrà per tutta la durata dell’affido.</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">TUTTI GLI INCONTRI SI TERRANNO IL SABATO DALLE 9.00 ALLE 12.00 NELLE DATE SOTTOINDICATE</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">C/O La sede del Centro Servizi del Volontariato in Via Scipione dal ferro, 4 – 40138 BOLOGNA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">PROGRAMMA:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">13/9/2008: “Introduzione all’affido : aspetti giuridici e importanza di essere famiglie in rete” Relatori: Sabrina Dalla – Anna Siviero</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">11/10/2008: “Aspetti educativi e relazionali nei minori di età 6 – 13 anni” Relatori: Sabrina Dalla – Stefano Benini</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">08/11/2008: “Aspetti evolutivi e sviluppo psicologico nei minori di età 6 – 13 anni” Relatore: Giovanna Cuzzani</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">13/12/2008: “L’affido : il bambino affidato e il ruolo della famiglia affidataria” Relatore: Maria Pedrocco-Biancardi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">10/1/2009: “Analisi di esperienze d’affido vissute” Relatore: Maria Pedrocco-Biancardi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">07/2/2009: “ Strategie e dinamiche familiari nelle situazioni di affido” Relatore: Raffaello Rossi (I parte)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">07/3/2009: “ Strategie e dinamiche familiari nelle situazioni di affido” Relatore: Raffaello Rossi (II parte)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">18/4/2009: “L’importanza e la figura del papà nell’affido” Relatore: Valeria Donati</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">16/5/2009: “Come aiutare i figli a crescere come fratelli e sorelle&#8221; Relatore: Valeria Donati</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">06/6/2009: “Le famiglie affidatarie si raccontano”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Progetto n° 07S124 realizzato con le risorse gestite da VOLABO &#8211; Centro Servizi per il Volontariato di Bologna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">SCHEDA DI ISCRIZIONE</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Da inviare per e-mail, fax o telefonando ai numeri sottoindicati. E’ previsto un servizio di baby-sitting gratuito per tutta la durata del corso. Iscrizione gratuita entro e non oltre il 31/8/2008 fino ad esaurimento posti (max. 20 bambini) in ordine di precedenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">NOME: _______________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">COGNOME: ___________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">INDIRIZZO: ___________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">ETA’ DEL BAMBINO: __________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">TELEFONO: __________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">E-MAIL: ______________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">I dati personali raccolti nella presente scheda di iscrizione per scopi organizzativi saranno trattati in piena osservanza delle disposizioni della L. Dg. 196/03 sulla privacy. Prendo atto dell’informativa di cui sopra, consento espressamente al trattamento dei dati personali conferiti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">FIRMA……………………………..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Per ulteriori e più approfondite informazioni potete contattare:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: comic sans ms,cursive;">Ilaria Montanari fax: 051573245 cell. 340/2980330 <a href="mailto:ilariamontanari@libero.it">ilariamontanari@libero.it</a></span></p>
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		<title>Tema di Davide (1° media)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 16:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Titolo: “ Una famosa casa editrice pubblicherà presto la tua autobiografia. Scrivi qui alcune delle pagine che ritieni particolarmente significative del tuo libro. Rispettando le caratteristiche di quel genere letterario”. Era estate, io e la mia famiglia stavamo passeggiando in riva al mare chiacchierando. All&#8217;improvviso saltò fuori un argomento; iniziammo per la prima volta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Titolo: “ Una famosa casa editrice pubblicherà presto la tua autobiografia. Scrivi qui alcune delle pagine che ritieni particolarmente significative del tuo libro. Rispettando le caratteristiche di quel genere letterario”.  Era estate, io e la mia famiglia stavamo passeggiando in riva al mare chiacchierando. <span id="more-25"></span>All&#8217;improvviso saltò fuori un argomento; iniziammo per la prima volta a parlare di affido. Mia mamma ci spiegò cos&#8217;era l&#8217;affido: si trattava di prendere un bambino fino a quando non si trovasse qualche genitore disposto ad adottarlo. Era l&#8217;estate del 2007, io avevo nove anni. Dopo pochi giorni ognuno si fece le proprie idee sull&#8217;argomento: mia sorella era entusiasta, io e mio fratello un po&#8217; dubbiosi e dai miei genitori non riuscivo a cogliere nessun segno da cui potessi capire cosa ne pensavano, ma sembravano comunque disposti a questa esperienza. Dopo quell&#8217;estate non ne parlammo più tanto frequentemente, anche se qualche volta rispuntava l&#8217;argomento. Dopo circa un anno i miei genitori andarono ad alcuni incontri dopo i quali diedero la disponibilità per prendere in affido un bambino; infatti mio fratello si era convinto e io ero stato condizionato dall&#8217;entusiasmo di mia sorella. Dopo due mesi mia madre mi venne a prendere da scuola e mi disse che quella sera sarebbe arrivata una bambina per l&#8217;affido; ma io non potevo stare a casa ad aspettarla perché dovevo andare ad un allenamento di calcio. In quell&#8217;allenamento non riuscivo a stare concentrato perché ero molto curioso e felice. Poi tornai a casa e vidi il lettino che aveva preparato mio padre, ci guardai dentro, ma la bambina non c&#8217;era&#8230;pensai che fosse stato tutto uno scherzo e che non c&#8217;era ancora nessuna bambina; ma poi vidi la culla e ci guardai dentro&#8230;la bambina era minuscola, aveva un mese ed era tutta ricoperta dalle coperte, si vedeva solo la piccolissima faccina; si chiamava M.. Fu così l&#8217;arrivo di M., in poco tempo scoprimmo molte cose su di lei. Alcune volte andavamo a casa di mio cugino che aveva anche lui pochi mesi e i due giocavano insieme. Mi ricordo che mi piaceva moltissimo farla ridere e quando ci riuscivo mi divertivo quasi più io di lei. Le ero molto affezionato perché ero l&#8217;unico della famiglia a non aver mai avuto fratelli o sorelle più piccoli di me e quindi mi piaceva molto stare con lei. L&#8217;unico ricordo negativo di quel periodo era quando pensavo che M. non sarebbe rimasta per sempre con noi. Infatti, dopo nove mesi, venimmo a sapere che c&#8217;erano dei genitori disponibili. In quei giorni ogni volta che la facevo ridere diventavo un po&#8217; triste al pensiero che non avrei più sentito quella risata. Poi, un giorno, ci vedemmo con i nuovi genitori: era una coppia giovane e molto simpatica. Pian piano mi convinsi che sia noi che M eravamo stati molto fortunati a non avere un periodo di affido troppo lungo, altrimenti lo stacco sarebbe stato molto difficile. Dopo dieci mesi dal suo arrivo M. ci salutò. Pochi mesi dopo i genitori ci mandarono una e-mail in cui ci chiedevano di andarli a trovare. Fu un incontro bellissimo, M. aveva quasi imparato a camminare. Ci riconobbe subito. Dopo questo incontro non la vedemmo più, ma per un po&#8217; di tempo i genitori ci mandarono delle e-mail con delle foto di M. Questa esperienza è stata molto bella e M ha sempre avuto un posto nel mio cuore.</p>
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		<title>Luciano e Donatella</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 16:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo venuti a contatto con la realtà dell’appoggio a bimbi e a mamme, attraverso l’esperienza di amici, fratelli o sorelle, quasi dieci anni fa. Quando ci è stato proposto di incontrare un bimbo della Rupe ne avevamo due nostri, una casa piccolina (un po&#8217; meno di 60 metri quadri) e la sensazione di essere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo venuti a contatto con la realtà dell’appoggio a bimbi e a mamme, attraverso l’esperienza di  amici, fratelli o sorelle, quasi dieci anni fa. Quando ci è stato proposto di incontrare un bimbo della Rupe ne avevamo due nostri, una casa piccolina (un po&#8217; meno di 60 metri quadri) e la sensazione di essere le persone sbagliate.<span id="more-28"></span> Da quella volta di bimbi che hanno salito le scale di casa ce ne sono stati altri, uno dei quali la nostra terza figlia, e gli altri conosciuti attraverso la Rupe o i servizi di quartiere a Bologna. Non si trovano le parole per dire il bene che nasce per noi da questi incontri, e nemmeno per descrivere quel po’ di “magone” che resta quando non li vedi più. Per noi la media era (e rimane con quelli che vediamo ora) di una volta alla settimana, con qualche puntata durante le vacanze o in altre situazioni speciali. Oltre alla nostra inadeguatezza “tecnica”, che rimane tuttora, nei confronti ad esempio di alcuni problemi specifici della famiglia di origine, ci siamo accorti che questi piccoli (i nostri e “gli altri” come dicono i parenti quando vedono tutto ‘sto traffico di cinni in casa) un po’ si assomigliano, nelle “sfuriate”, nelle “gnole”, nei capricci, tanto che a volte, alla domenica sera, avremmo riaccompagnato volentieri alla Rupe uno dei nostri tre, pur essendo noi consapevoli che il grosso dell’accoglienza lo fanno loro e non noi adulti. Il nostro ruolo a me ricorda quello delle “dade” di una volta, quelle che non si chiamavano ancora colf, che non guardavano l’orologio o che non “segnavano” un’ora in più quando chiedevi loro di rimanere a farti compagnia, perché ci stavi bene a giocare insieme: «Bimbi si mangia, bimbi è ora di fare i compiti, bimbi si va a nanna!». Questi bimbi sono attaccatissimi ai genitori (o a quello dei due che hanno avuto il piacere di conoscere) e sappiamo bene quale sia il rispetto da mantenere nei confronti di situazioni così delicate. Basti pensare che mamme e bimbi si trovano catapultati, magari non una volta sola, in una realtà che, pur essendo disposta ad accoglierli, è sempre qualcosa di estraneo. Per questo sentiamo il bisogno di fare il passo insieme a loro: se si vuole confidenza che la si cerchi insieme, se si vuole distanza va bene lo stesso. Spesso nasce qualcosa di diverso che fa bene ad entrambe le realtà, non solo a quella che si “appoggia”: dopo cinque anni che conosciamo la bimba presentataci dai servizi di Bologna, capita ora che la nostra figlia piccola vada a casa dell’amica tanto quanto lei viene da noi. A vedere quattro letti attaccati nella stessa camera, con altrettanti bimbi stesi lì a dormire, non si sa se (odore a parte) a prevalere sia la sensazione di disagio per la loro ristrettezza o lo stupore per tanta “ballotta” e tanta semplicità che, se potrà contagiare un giorno anche noi adulti così complicati e contorti, farà riflettere molto sui veri beneficiari di questo servizio.</p>
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		<title>M.G. un papà affidatario</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;esperienza eccezionale può diventare un fatto &#8216;normale&#8217;, seppur con due virgolette attorno? Ed è giusto farlo? Io penso di sì. Accettare un bimbo in casa, un bimbo abbandonato o in una situazione difficile, la prima volta è emozionante, coinvolgente, forse totalizzante. Fatta la prima, le altre sono in discesa. A patto di avere al fianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un&#8217;esperienza eccezionale può diventare un fatto &#8216;normale&#8217;, seppur con due virgolette attorno? Ed è giusto farlo? Io penso di sì. Accettare un bimbo in casa, un bimbo abbandonato o in una situazione difficile, la prima volta è emozionante, coinvolgente, forse totalizzante. Fatta la prima, le altre sono in discesa. A patto di avere al fianco una donna con fiocchi e controfiocchi, dei bravi figli e delle amiche che ti aiutino al momento del bisogno. Insomma una rete con un perno al centro che si chiama moglie.<span id="more-139"></span> E&#8217; importante anche cominciare a piccole dosi, con affidi brevi e di neonati. E soprattutto metterci delle belle pause in mezzo. Non deve scattare il complesso di dimostrarsi buoni a tutti i costi. Non serve a nessuno. Non bisogna lasciarsi troppo compiacere da parenti e amici che vi elogieranno per il vostro contributo al Bene dell&#8217;Umanità. Ciò che state facendo non è eccezionale perché tutti lo possono fare, nessuno escluso. Basta volerlo, e per volerlo certo bisogna sforzarsi un po&#8217;, uscire dalla routine. E solo una donna ci riesce, noi mariti possiamo solo farci trascinare. Se volete un consiglio: lasciatevi andare. Faticherete ma alla fine ne sarete davvero contenti. E non vi sembrerà più difficile come pareva all&#8217;inizio. Vi sembrerà cioè un fatto &#8216;normale&#8217;. E quando il bimbo che avete tenuto in casa per qualche mese avrà trovato dei genitori adottivi, non piangete: siate felici per lui, ha trovato finalmente la sua famiglia. V&#8217;eravate scordati che da voi era di passaggio? Un motivo in più per avergli fatto un bel regalo, la vostra ospitalità. E un regalo vero è sempre gratuito, si dona senza pretenderne un pezzetto indietro. Sorridete&#8230;</p>
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		<title>Articolo sul Resto del Carlino</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 09:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarica l&#8217;articolo sul Resto del Carlino del 23 dicembre 2007. Prima parte Seconda parte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scarica l&#8217;articolo sul<strong> Resto del Carlino</strong> del 23 dicembre 2007.</p>
<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/themes/affido/download/carlino-23-12-a.pdf" target="_blank">Prima parte</a></p>
<p><a href="http://www.affido.org/wp-content/themes/affido/download/carlino23-12-b.pdf" target="_blank">Seconda parte</a></p>
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		<title>Marta e Daniele</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’arrivato il momento: ieri sera sono venute a fare un incontro le referenti dell’affido e ci hanno comunicato che a breve ci sarà la prima udienza per decidere del futuro del bambino che accogliamo; ci hanno detto che i servizi sociali pensano che a breve potrebbe uscire un decreto che parla di adottabilità sia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’arrivato il momento: ieri sera sono venute a fare un incontro le referenti dell’affido e ci hanno comunicato che a breve ci sarà la prima udienza per decidere del futuro del bambino che accogliamo; ci hanno detto che i servizi sociali pensano che a breve potrebbe uscire un decreto che parla di adottabilità sia per lui che per i suoi fratelli. Se questo sarà confermato dal giudice il bambino potrebbe “partire” tra qualche mese. <span id="more-141"></span>Quando hanno detto così io stavo mangiando la torta e ho smesso. Mio marito invece ha detto “prima è, meglio è per lui e per noi..”; sì, effettivamente se deve partire è meglio che lo faccia presto, nel senso che più resta da noi, più si affeziona, e più duro sarà il distacco per tutti. Io però ero rimasta con l’idea che dovesse rimanere un anno e quindi compiere un “giro del sole” completo.. come faremo a festeggiare i compleanno dei nostri bambini senza di lui? mi pare impossibile! Dopo l’incontro, rimasti soli, ci siamo seduti sul pavimento della cucina. Mio marito mi ha detto “Mi ci sono già affezionato troppo!”. Ma mi chiedo, ci si può affezionare “troppo”? Sì, forse sì; in questi casi uno dovrebbe andare in giro con il “freno a mano” tirato, ma davanti ad un bambino così è impossibile! Lui tra di noi è veramente “sbocciato”, quando è arrivato era fermo e zitto, stile bambolina… adesso invece è sempre in movimento, fa i dispetti, fa i capricci… la cosa che mi ha fatto più tenerezza ultimamente è che ha imparato a baciare… noi diamo per scontato una cosa del genere, ma invece se uno non riceve affetto non riesce neanche a darlo… lui non sapeva che cosa erano i baci e gli abbracci, mi ricordo la prima volta che è riuscito a darlo alla nostra bambina (la sua preferita da sempre perché quella che lo difende dall’altro nostro figlio, più piccolo)! Ancora adesso se mi apre la braccia per avere una coccola, mi commuove profondamente… mi verrebbe da dire che delle volte voglio più bene a lui che ai miei figli proprio perché con lui niente è scontato e tutto è “conquistato”… dall&#8217;altra credo che in me ci sia una “saggezza del corpo” che “sa” che non è figlio mio e quindi destinato ad andare via… forse è questo il mio freno a mano e forse in questo gli voglio meno bene.. Non so ancora che dire dell&#8217;affido, forse solo quando davvero se ne andrà potrò fare un bilancio, certo è che questa esperienza mi sta scatenato mille domande sul mondo, sui figli, sulla giustizia… “è giusto togliere questi bambini? E a chi è giusto darli?” sono domande che mi sembrano senza risposta, forse perché mi sembra che non esista una risposta giusta…lo stato d&#8217;abbandono di un bimbo è una linea sottile che è arbitrio del giudice stabilire, io vorrei sempre sperare che -dietro una decisione del genere- non ci sia mai razzismo, questioni culturali o politiche, ma sia fatto sempre tutto nel bene del bambino. Poi “cosa sia il bene” io non lo so, perché sono convinta che anche i suoi genitori naturali amino i loro figli, ma non sappiano prendersene cura come “noi” vorremmo… Non so ancora che dire dell&#8217;affido, ieri sera abbiamo parlato anche di questo con mio marito, sicuramente ci sarà un vuoto grande nel nostro cuore e nella nostra vita, non è la prima volta che diciamo addio a delle persone che sono vissute con noi, ma questa credo sarà la più difficile… mi piacerebbe poter piangere tutti i giorni un pochino, in modo da non piangere troppo quel giorno… mi impongo di pensarci sempre, così da essere più “pronta”… mio marito invece non parla molto e alla fine io lo so che sarà il più distrutto. Credo che anche i nostri figli ne soffriranno un po’: la più grande forse meno perché lo “sa” che deve andare via, spesso mi chiede quanto rimane ancora; al più piccolo è invece difficile da spiegare, ma allo stesso tempo -essendo così piccolo- accetterà anche più facilmente che il suo “fratellino” -come ad un certo punto è arrivato- così ad un certo punto non ci sarà più; tento di prepararli dicendo che “andrà dalla sua mamma e del suo papà, che lo stanno aspettando”.. Intanto cerco di immaginarli questi genitori adottivi…: li vorrei simpatici, magari con altri figli, lui poco impegnato (perché questo bambino si lega più facilmente agli uomini), con una casa nel verde, amanti del campeggio.. che si affezionino al bambino lo considero quasi scontato, anche perché lui è un bimbo che sa farsi voler bene.. e allora mi pare bello “averlo accompagnato” fino a lì, alla soglia della sua nuova vita, come quando i bimbi attraversano la strada per mano, ma al parco giocano da soli… liberi, indipendenti… e tu puoi solo rimanerli a guardare e sperare che non gli succeda niente, ma non sono più “nelle tue mani”… spero che l&#8217;esperienza con questo figlio un po’ speciale ci insegni a trattare così anche i nostri figli, a poterli sempre e solo “accompagnare” alla vita, ma mai “tenerli legati”… Quanti discorsi!!! Il “bello” di quest’esperienza è che non può stare dentro a un pieghevole colorato&#8230; sconfina da tante parti e il tuo cuore si deve aprire a cose che non avresti mai immaginato prima&#8230;</p>
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