Famiglie affidatarie e approccio interculturale

Continua il ciclo di formazione rivolto alle famiglie affidatarie per approfondire i temi dell’affido e dell’accoglienza familiare. L’ultimo incontro si è svolto lo scorso 10 aprile a Casalecchio di Reno, nelle sale di Spazio Eco. Tema della formazione l’intercultura. La lezione è stata tenuta da Elisa Salvadori, referente del Centro Ricerca e Formazione della cooperativa La Grande Casa e collaboratrice dell’Università Cattolica di Milano.

Esistono tante definizioni di cultura, il minimo comune denominatore è intendere la cultura come un sistema di significati prodotti nella storia da una comunità. Quando individui appartenenti a differenti culture si trovano fianco a fianco, l’approccio interculturale propone di “deprogrammarsi” per mettersi in autentica ricerca ed entrare in relazione con l’altro.
In questa cornice si fa strada l’ottica della possibilità, dell’alternativa, dell’arricchimento che deriva dall’incontro e dallo scambio con persone di altre culture.

Troppo spesso siamo tentati di spiegare comportamenti che non capiamo sulla base della diversa provenienza geografica, l’invito dell’approccio interculturale, al contrario, è di chiedere direttamente alla persona le sue motivazioni, che sono in primo luogo personali e poi culturali. Dovremmo riuscire a interpellare la diversità per farla parlare.

Ti senti meno italiano se non mangi la pizza? Questa provocazione vorrebbe farci avvicinare all’idea che le persone non sono rappresentanti di una cultura, ma di loro stesse e che non tutto è riconducibile alla cultura, quanto piuttosto alla storia personale di ognuno di noi. Questo approccio può aiutare le famiglie affidatarie a interrogarsi sul motivo di un certo comportamento del bambino che accolgono o dello stile educativo da cui proviene, per capirne sia il significato culturale che quello legato alla sua storia familiare.